Con ordinanza n. 3568/2016 la C.R.I. è esautorata dai suoi poteri circa l'ammissione in servizio di un cliente dello Studio Legale PARENTE

Il Sig. P.P. tenta da anni l'ingresso in C.R.I., denegatogli per asserita carenza delle qualità morali e di condotta. Dopo avere ottenuto grazie all'intervento dei professionisti dello Studio Legale Parente, una sentenza di annullamento del provvedimento di esclusione, la C.R.I. ha opposto una pervicace resistenza, tentando di reiterare l'esclsuione. I successivi interventi dello studio hanno portato il T.A.R. ad esautorare la C.R.I. dai propri poteri, condannandola alle spese di giudizio e nominando un commissario ad acta: “ordina al Direttore della Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure del Ministero della salute, ovvero funzionario dallo stesso delegato, quale commissario ad acta, di provvedere alla esecuzione della citata ordinanza, avuto anche riguardo alla sentenza del T.A.R. del Lazio n. 10511 del 2014, nel termine di giorni sessanta dalla notificazione ovvero dalla comunicazione della presente ordinanza”.

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