Pensione privilegiata: la Corte dei Conti condanna l'INPS al pagamento di arretrati e differenze pensionistiche a favore di un ricorrente.

Pensione privilegiata: la Corte dei Conti condanna l'INPS al pagamento di arretrati e differenze pensionistiche a favore di un ricorrente.

Pensione privilegiata: la Corte dei Conti  ha accertato il diritto di un militare alla concessione della pensione privilegiata, condannando l’INPS a corrispondere le differenze pensionistiche spettanti, compresi gli interessi per quelle arretrate.

Nel caso in esame il militare  ha visto riconosciuto il proprio diritto alla pensione privilegiata solo a seguito di un articolato contenzioso legale, il cui esito positivo è stato frutto del sapiente lavoro svolto dai professionisti dello Studio Legale Parente.

Il ricorrente, a causa delle plurime patologie, psichiche e fisiche, sorte a seguito di un incidente sul luogo di lavoro, presentava istanza per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio.

L’Amministrazione, tuttavia, sconcertantemente, fin da quel tragico evento, assumeva atteggiamenti ostili e vessatori nei confronti del militare, giungendo a negare la sussistenza del nesso eziologico tra le patologie sofferte e l’incidente avvenuto in caserma.

Ebbene, la Corte dei Conti ha accolto le richieste presentate dal ricorrente, stabilendo che “la sussistenza del nesso di concausalità non viene meno ove sia riscontrabile una personalità predisponente, .., in quanto l’evento traumatico realizza non una mera occasione del manifestarsi della patologia, ma una condizione essenziale all’insorgere e all’aggravarsi della patologia psichiatrica”.

Il Giudice ha dunque condannato l’INPS a corrispondere al militare le differenze pensionistiche spettanti, con interessi e rivalutazione monetaria per le differenze arretrate. Sono stati condannati, inoltre, il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Economia e delle Finanza e l’INPS, in solido tra loro, al rimborso, a favore del ricorrente, del compenso spettante alla difesa.

Lo Studio Legale Parente si conferma, ancora una volta, all’altezza dell’incarico assegnatogli.

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