Rischio contagio: l'Inail riconosce che le Forze dell'Ordine sono soggette allo stesso rischio degli operatori sanitari.

Rischio contagio: l'Inail riconosce che le Forze dell'Ordine sono soggette allo stesso rischio degli operatori sanitari.

Rischio contagio: le Forze dell’Ordine sono fra le categorie più esposte. E’ un dato riconosciuto dall’Inail che su tali lavoratori purtroppo non ha competenza.

Le disposizioni contenute negli articoli 1 e 4 del Testo Unico 1124/65 non si applicano al personale delle Forze Armate e delle forze di Polizia che rimangono disciplinate dai rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia, così come sancito dall’art. 12 bis del Decreto Legge 11/2009.

Sono passati undici anni ma il riordino non è stato portato a termine e, pertanto, anche in occasione dell’attuale emergenza il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico (Forze Armate, Polizia di Stato, Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato e Polizia penitenziaria) non gode della tutela Inail.

E certo il problema non è di poco conto.

Il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico in caso di malattia lavoro-correlata può chiedere solo il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, sorella sfortunata della malattia professionale, sia per i tempi biblici sia per le cifre irrisorie di indennizzo, calcolate secondo  obsolete tabelle.

E questa non è l’unica conseguenza. L’Inail svolge verso il mondo del lavoro (pubblico e privato) un ruolo di  studio, prevenzione e controllo che manca totalmente nel mondo del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Così come tale mondo è sottratto al controllo da parte dell’istituto su eventuali responsabilità datoriali in merito all’insorgenza di malattie collegate all’attività svolta.

Per dirla in breve, se un Agente della Polizia di Stato si ammala di Covid 19, nessuno andrà a verificare il rispetto delle disposizioni impartite per ridurre al minimo il rischio di contagio (sanificazione ambientale per uffici e mezzi, pulizia adeguata dei locali, distribuzione di presidi individuali corretti, formazione ad hoc, effettuazione di controlli mediante tamponi …), impedendo così una rapida diffusione dei comportamenti adeguati.

Eppure il personale delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate rientra tra le categorie più esposte a rischi da lavoro.

E lo è anche nel caso del covid 19.

Oggi il rischio contagio tra le Forze dell’Ordine è ai livelli massimi.

E’ l’Inail a riconoscerlo in un proprio documento ufficiale (Documento tecnico sulla rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2  nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione).

L’Istituto, visto il periodo di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da SARS-CoV-2 ha  elaborato il documento per fornire elementi tecnici di valutazione al decisore politico per la

determinazione di livelli di priorità progressiva di interventi,  in considerazione delle specificità dei processi produttivi e delle modalità di organizzazione del lavoro che nell’insieme possono contribuire alla caratterizzazione del rischio.
Secondo questo studio il rischio da contagio da SARS-CoV-2 in occasione di lavoro può essere classificato secondo tre variabili:
• Esposizione: la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative ;
• Prossimità: le caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità;
• Aggregazione: la tipologia di lavoro che prevede il contatto con altri soggetti oltre lavoratori dell’azienda.

Per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le tre le variabili presentano scale di incidenza molto elevate.Per tale ragione, lo stesso documento propone una tabella che illustra le classi di rischio per alcuni dei principali settori. Il settore delle Forze dell’Ordine (e, di conseguenza, dell’intero comparto) presenta il massimo grado di rischio, lo stesso degli operatori sanitari.

In caso di avvenuto  contagio o di aumento del rischio contagio a causa del protrarsi di comportamenti non corretti, lo Studio Legale Parente è in grado di offrirvi una consulenza circa le azioni da mettere in campo per ottenere la massima tutela possibile compatibilmente con la peculiarità del servizio svolto.

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